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Categoria:Yoga & Pilates Scritto il :16 Gennaio 2017

Yoga: attenti ai rischi! I 5 consigli di Allison Candelaria, la guru americana della disciplina, per evitare infortuni

La disciplina dello yoga è sempre più diffusa. Sempre più ampia l’offerta di lezioni basate sui vari livelli di apprendimento in relazione alle diverse modalità di esecuzione: Hata Yoga, Ashtanga, Raja, Jiengar, Vinyasa, Flow, Kundalini, Iyengar, Yoga Ratna. Lo yoga è un sistema di filosofia indiana. Con il termine yoga, la cui radice è yui (legare insieme), si definisce una tecnica di ascesi, un metodo di contemplazione, come spiega Mircea Eliade nel saggio Tecniche dello Yoga.

Lo yoga è un cammino in cui si devono rispettare delle tappe, tra cui disciplina mentale e fisica, le asana (posizioni), il ritmo della respirazione, l’emancipazione dai sensi, la concentrazione, la meditazione yogica e il samadhi: la concentrazione totale dello spirito. Lo svolgimento di una lezione di yoga può prevedere tecniche respiratorie meditazione e pratica, ovvero pratica delle asana.

Per quanto remota da un’attività da palestra, è una pratica fisica e come in ogni altra forma di movimento è possibile farsi male. In alcuni casi, se non sono infortuni, a causare dolore sono crampi, dovuti a posizioni non abituali, eccessiva sudorazione o semplicemente fatica. Le parti più colpite, soprattutto all’inizio, sono i polpacci e i piedi a causa dell’assoluta particolarità dei movimenti (ricordiamoci: siamo a piedi nudi) che difficilmente si presentano nel corso di una giornata. Inoltre, immagini di indiani dallo sguardo concentrato in posizioni in cui il corpo sembra raggiungere i massimi livelli di flessibilità e della resistenza, insieme alle più recenti immagini di pratiche occidentali altrettanto impegnative, potrebbero causare il desiderio di arrivare troppo velocemente là dove si arriva con una pratica costante. E così mentre si cerca di raggiungere o si raggiunge quella determinata posizione ecco che si sente un dolore alla spalla o al polso oppure alla schiena. Il problema del lato oscuro dello yoga venne messo in risalto in un articolo del New York Times dal titolo How Yoga can wreck your body e scatenò una serie di polemiche di cui rimangono molto aspetti costruttivi, come per esempio una maggiore informazione sui rischi, un più profondo dialogo sulle proprie difficoltà o problemi muscolo scheletrici con gli insegnanti.

 

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Quindi, alla domanda: lo Yoga è per tutti?, la risposta quale sarà?

«Sì, lo Yoga può essere per tutti», lo dice Allison Candelaria, insegnante americana molto conosciuta, fondatrice della scuola Soul Yoga con sede ad Ocklahoma City, «Credo che ci sia una stile o un aspetto dello Yoga che possa soddisfare i diversi bisogni di ognuno e che ognuno possa adattare la pratica per seguire i propri bisogni, in qualsiasi punto della propria vita ci si trovi».

Come pratica fisica implica dei rischi e la potenzialità aumenta se si sottovalutano i propri limiti.

«Molti dei problemi insorgono quando si entra troppo profondamente nella postura senza avere i giusti allineamenti. Bisogna trovare un equilibrio, se si è naturalmente flessibili, magari c’è la necessità di lavorare sulla resistenza muscolare mentre si pratica. Bisogna soprattutto curare gli allineamenti durante le posizioni che si ripetono più volte: instabilità e mancanza di allineamento nei movimenti ripetitivi è la ricetta per farsi male. Una volta conclusa la pratica, si possono seguire posizioni di riposo, yin e di distensione miofasciale».

I 5 consigli di Allison Calendaria per praticare in sicurezza.

  1. Yoga è una pratica, non vi aspettate di imparare tutto o di fare tutto subito. Fate un passo alla volta.
  2. I mattoncini possono migliorare la pratica, non abbiate paura di usarli.
  3. Il vostro corpo è intelligente, ascoltatelo quando chiede di fermarsi o di modificare la posizione.
  4. Fidatevi della vostra intuizione, se pensate che qualcosa non vada, fermatevi.
  5. Fate domande: gli insegnanti vogliono il vostro progresso.