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Categoria:Tavole & Co. Scritto il :13 Ottobre 2016

Una vita tra le onde: quando lo sport è uno stile di vita

Biografia da Pulitzer la storia di William Finnegan, il giornalista che ha portato il surf a essere un modello dell’esistenza. Giorni selvaggi, una vita sulle onde (66th and 2nd) è il libro per comprendere come uno sport possa diventare un’arte e uno stile di vita. Un’ossessione che non molla mai, una devozione assoluta che porta l’autore a girare il mondo in cerca delle onde. Per chi ama questa disciplina, ma soprattutto per chi non ne sa molto, il testo porta dentro una realtà poco conosciuta, che inizia a Honolulu, Hawaii, nel 1966, quando il surf per gli hawaiani era la vita e per gli americani controcultura.

 
Finnegan è un ragazzino che inizia presto a fare esperienze forti e formative esperienze nella vita, incontrando le gang del posto, e tra le onde con la sua Harbour Cheater gialla. Guidato come da un dio, il Dio Oceano, Finnegan racconta la sua vita intorno al mondo arricchendoci di spaccati di vita vera, in contesti sociali, politici e naturali incredibili. Le tavole e la loro evoluzione, la vita personale, i soggiorni all’estero tra il Sud Pacifico, la California, l’Australia e il Sud Africa. Di ogni posto rimangono le incredibili descrizioni delle onde, della loro bellezza, potenza, pericolosità. Finnegan le chiama per nome, le vive.  Sono vive, sono brutali.
“… l’oceano per me era simile a un Dio insensibile, infinito nella sua pericolosità, dotato di un potere smisurato. Solo per chi non lo pratica il surf è uno sport. Per gli iniziati è qualcos’altro: una meravigliosa dipendenza, un passatempo moralmente pericoloso, uno stile di vita, un «percorso» alla ricerca di sé”. Una ricerca che intreccia i piani dell’amore, della famiglia degli amici con la tavola. Sembra di essere lì a cercare, anche noi lettori, la nostra onda.