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Categoria:Basket Scritto il :20 Ottobre 2016

Non solo Michael Jordan, i campioni che hanno fatto la storia del basket

In qualsiasi discussione su chi sia il più immortale tra gli immortali del basket il suo nome è sempre al primo posto: ovviamente si parla di Micheal Jordan. I suoi numeri sono talmente “monstre” che è impossibile elencarli tutti. Per lui “parlano” sei anelli conquistati con i Chicago Bulls e l’essere per dieci volte tra i migliori cinque giocatori dell’anno, oltre che il miglior marcatore della lega NBA per 10 anni.

 

Subito sotto si posiziona Kaarem Abdul-Jabbar, che ha vinto gli stessi anelli di Jordan e può vantare il record di punti e di MVP conquistati. Viene considerato inferiore all’ex asso dei Bulls perché Jordan ha letteralmente cambiato il modo di intendere il gioco del basket, un po’ come sta facendo Curry.

 

Magic Johnson e Larry Bird hanno segnato un’epoca con la loro rivalità e il duello Lakers-Celtics che ha infiammato gli anni ’80. Entrambi sono accomunati, oltre che dall’immensa classe, anche dall’aver vinto per tre volte il titolo di miglior giocatore NBA. Larry Bird, se può vantare tre anelli contro i cinque di Magic Johnson, può però consolarsi con il fatto di essere l’unico con Bill Russel e Wilt Chamberlain ad essersi aggiudicato per tre volte di fila il titolo di MVP. E a proposito di questi altri due giocatori, i lori nomi sono scolpiti nella storia del basket mondiale e non potrebbe essere altrimenti, considerando che il primo è ancora oggi il giocatore ad aver vinto più anelli di tutti: furono infatti ben 11 i titoli NBA che Russel vinse tra il 1957 e il 1969. Il fatto che nessuno abbia ancora battuto quel record dice molto della sua grandezza. Chamberlain invece fu una vera macchina da punti: per capirlo basta leggersi qualche statistica, che lascerà senza parole.

 

Prima di tornare ai giorni nostri, per citare come è giusto che sia, quei giocatori ancora in attività o ritiratisi da poco, non si possono non ricordare i nomi di Jerry West, Pat Ewing e Karl Malone. Se degli ultimi due tutti hanno sentito parlare perché tra i migliori marcatori di sempre il primo e l’unico ad aver fatto parte del sestetto dell’anno per 11 annate consecutive il secondo, l’alto è davvero noto soltanto a chi di basket è davvero appassionato. Jerry West infatti è colui la cui figura stilizzata è sul logo ufficiale della NBA: un onore del genere non può che rendere un giocatore un immortale di questo sport.
Avvicinandoci all’epoca contemporanea bisogna citare subito John Stockton. Questo giocatore rappresenta insieme a Karl Malone un pezzo di storia degli Utah Jazz e del basket. Stockton è il miglior assist-man della storia del basket NBA e insieme a Malone rientra nel novero di quegli immortali che non hanno mai vinto un titolo NBA.

 

Arrivando dunque alla contemporaneità non si possono non citare due giocatori che hanno recentemente annunciato il proprio ritiro, ovvero Kobe Bryant e Tim Duncan, letteralmente le bandiere dei Los Angeles Lakers e dei San Antonio Spurs. Tra i giocatori ancora in attività e che già possono considerarsi immortali vi sono sicuramente Curry e Lebron James, protagonisti di una rivalità che secondo la stampa si avvia a diventare leggendaria come quella tra Bird e Magic Johnson. Di come Curry stia cambiando il modo di intendere il basket insieme ai suoi Golden State Warriors si sono già spesi fiumi di inchiostro, mentre James è leggenda, ancora di più, dopo aver portato il primo titolo NBA della storia alla sua Cleveland.

 

Ma pensare al basket guardando in particolare solo a giocatori americani sarebbe ed è un errore, perchè campioni immortali vi sono stati anche al di fuori dell’NBA o comunque vi sono arrivati dall’Europa. Che giocatori come Gasol, Nowitzki, Danilovic, Parker e molti altri siano immortali è cosa acclarata. Qui si vuole però ricordare un giocatore in particolare, colpito da un tragico destino che gli ha negato la possibilità di diventare uno dei più grandi giocatori della storia di questo sport. Si sta parlando di Drazen Petrovic, scomparso a 28 anni, nel momento in cui era una guardia inferiore, secondo le statistiche, solo a Michael Jordan. Secondo molti se non ci fosse stato quell’incidente d’auto in cui perse la vita, sarebbe stato il primo giocatore del Vecchio Continente ad essere eletto miglior giocatore dell’anno in NBA. Ciò che poteva diventare non lo si saprà purtroppo mai, ma il suo nome è scolpito tra gli immortali di questo sport non solo per la sua classe cristallina, ma anche per quel che poteva essere e non è stato per colpa di un destino tragico e cinico che ha privato il mondo del basket di un grande talento che avrebbe potuto scrivere delle pagine epiche di questo sport per molti anni.