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Categoria:Volley Scritto il :13 Ottobre 2016

Come migliorare la fase di difesa nella pallavolo

Anche se nella vita spesso si dice che la miglior difesa è l’attacco, nella pallavolo, al contrario, una buona difesa è la base per poter sviluppare un gioco d’attacco efficace. Riuscire in maniera ordinata a rispondere agli attacchi, consente al palleggiatore di fare il suo gioco, riuscirà ad effettuare una alzata più precisa, con un netto vantaggio per gli schiacciatori.

Ecco un primo esercizio per allenare la propria squadra alla fase difensiva. L’allenatore si sistema in zona 3, spalle alla rete e con un cesto di palloni al suo fianco. Un atleta si posiziona in un’altra zona del campo e funge da riferimento. Fuori dal campo, dietro la linea di fondo, si sistema un gruppo di 6-7 giocatori pronti ad entrare uno alla volta. L’allenatore schiaccia un pallone sull’atleta che entra in campo: se la palla viene difesa correttamente verso il giocatore di riferimento si conta un punto, se viene toccata ma è imprecisa vale zero. Se la palla non viene nemmeno toccata, il punteggio viene portato a 0, dovendo la squadra arrivare a 15. Questo esercizio lavora in due direzioni: in primo luogo abitua il giocatore ad indirizzare la difesa, non solo ad “alzare la palla da terra”, in secondo luogo esercita la volontà di cercare sempre la difesa, almeno con un tocco seppur sporco: la ferocia agonistica è ancora più importante nella difesa! L’esercizio può essere modulato in questo modo, per sottolineare esclusivamente l’aspetto volitivo: l’allenatore, invece di schiacciare, appoggia in campo palloni bassi e difficili. Il difensore dovrà difendere alzando la palla almeno di un metro, risultato che varrà un punto. Se la palla viene almeno toccata non si avrà alcuna penalità, mentre se non viene toccata il punteggio verrà azzerato. Componendo squadre di 6-7 giocatori e arrivando a 15, si avrà la possibilità di far ruotare i giocatori continuamente, componendo almeno due squadre.
Un altro esercizio molto utile è l’attacco da un plinto con gioco a coppie. L’allenatore si disporrà su un plinto da una parte del campo per attaccare (zona 2 o 4), due giocatori si sistemano in difesa. L’allenatore attacca su uno dei due, chi non riceve deve alzare la palla dal centro in una posizione predefinita dall’allenatore. La ricezione naturalmente deve essere direzionata verso l’alzatore.Ad ogni difesa entra in campo una nuova coppia.
Molto utile è anche l’esecuzione di un attacco forte con tuffo, che richiede una difesa impegnativa dopo uno spostamento e una successiva difesa a terra. L’esercizio si esegue in questo modo: si formano tante coppie composte da un attaccante e un difensore. I difensori si pongono dietro la linea di fondo, gli attaccanti di lato sottorete. Il difensore entra in campo, e si posiziona sui 4-5 metri; l’attaccante ha 2 palloni in mano, il primo verrà schiacciato addosso al giocatore (simulando un attacco agli 8 metri) che dovrà quindi arretrare per difendere, il secondo pallone subito dopo la prima difesa verrà appoggiato corto, ai tre metri, facendo eseguire un tuffo in avanti al giocatore. Dopo le due difese giocherà subito un’altra coppia, e quando ognuna avrà ripetuto la sequenza 6 volte, i componenti della coppia cambieranno il loro ruolo, compiendo così altre 6 ripetizioni.
Interessante è inoltre la realizzazione di un circuito di difesa, utilizzando 6 giocatori che lavorano contemporaneamente in ognuna delle metà del campo, potendo così coinvolgere tutta la squadra contemporaneamente. I giocatori A,B e C si sistemano sotto rete nelle tre zone, e attaccano su D che è posizionato in ricezione in zona 5. D1 e D2 raccattano i palloni e li passano sotto rete per gli attacchi successivi. Gli attacchi avvengono in ordine e in rapida sequenza, e dopo che D ha difeso 6 palloni, D1 prende il suo posto. Dopo altre 6 difese sarà la volta di D2. A questo punto i giocatori si alterneranno nel ruolo di difensori e attaccando, continuando così il circuito. Una possibile variante per rendere ancora più intensa la difesa, prevede che il difensore entri in zona 5, si fermi almeno un momento prima di andare a ricevere l’attacco in zona 1, con i due attacchi successivi che avranno come bersaglio sempre la zona 1.
Per sviluppare il concetto di come la difesa sia un complesso movimento di squadra, si possono dividere i giocatori in terzetti. Il primo terzetto entra in campo e si sistema in difesa lungo la linea di fondo. Il coach è su un plinto al di là della rete e attacca, potendo scegliere tra schiacciata potente, piazzata o pallonetto. La difesa deve naturalmente controllare, e utilizzare tre tocchi per passare la palla all’allenatore. Dopo la difesa, il terzetto viene subito sostituito da un altro. La cosa fondamentale di questi esercizi difensivi, dove si alternano coppie o terzetti, è che il coach stimoli la strenua difesa di ogni pallone come se fosse l’ultimo del set, altrimenti si corre il rischio di trasformare questi schemi di allenamento in una serie di quadri che al massimo si svolgono in velocità.

 

Importantissima dovrà quindi essere l’impronta adrenalinica del coach, con continui cambi nella posizione di attacco. I giocatori, in sostanza, devono essere pronti a prendere qualunque pallone in qualunque zona del campo, senza inserire un “pilota automatico”. Per questo, consigliamo al coach, ogni tanto, di “rompere” una regola, e indirizzare una palla in zona 1 invece che in zona 5, ad esempio. La reattività della squadra nei meccanismi difensivi ne trarrà un sicuro giovamento.