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Categoria:Tennis Scritto il :12 Ottobre 2016

L’uomo è ciò che mangia… il tennista anche! L’alimentazione nel tennis

Forse non tutti sanno che la prima “rudimentale” versione del termine tennis risale al quarto secolo (1325) e la si ritrova nella Cronica di Firenze di Donato Velluti in cui, descrivendo la visita di alcuni cavalieri francesi nella città di Firenze, si racconta che questi avevano l’abitudine di giocare alla pallacorda e, allorquando questa veniva presa da uno dei giocatori, urlavano “tenez!”. Tenez da cui per assonanza, col tempo, deriva il termine più eufonico di tennis, appunto. Del resto, è proprio dalla pallacorda pratica già dai Greci, dai Romani e persino dai Longobardi, che questo elegantissimo sport ha avuto origine.
Non è difficile immaginare che ai suoi esordi, molto indietro nel tempo, questo sport non fosse praticato con grande attenzione all’allenamento e meticolosa cura dell’alimentazione.
Si giocava, si pensava a vincere e, soprattutto, a divertirsi. Negli anni, anzi nei secoli, il tennis si è evoluto e, alla fine del diciannovesimo secolo, fanno la loro comparsa le prime forme di regolamentazione di questo sport che, fino agli anni ’50, sarà per pochi privilegiati. È da qui che il tennis inizia a divenire uno sport agonistico: tornei, sfide, campionati, squadre, campioni e campionesse ci portano ai giorni d’oggi tra un cross, un pallonetto ed una smorzata.
È risaputo: quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. Ecco, così, che dietro al mondo della terra battuta e del sintetico, se ne nasconde un altro fatto di preparazione atletica, quindi allenamenti, esercizi, fatica, sudore, ma anche cibo. Già perché se vale il detto che l’uomo è ciò che mangia, il suo contenuto può essere applicato anche al tennista che, quindi, se si nutre in modo ottimale non potrà che essere un ottimo giocatore.
E quale deve essere questo “modo ottimale”?
La dieta del tennista non è molto diversa dal regime alimentare che deve avere un individuo sano che non svolga attività fisica. Le sole due variabili che fanno la differenza sono il tipo di carboidrati e la quantità di calorie da introdurre, che, comunque, sono diversi da atleta ad atleta a seconda del peso corporeo e dell’intensità e frequenza degli allenamenti.
Molto utili sono i cereali in abbinamento alla verdura e le proteine magre come quelle che si trovano nelle carni bianche (pollo e tacchino). L’uso della frutta è consigliato per gli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio.
Questo in linea generale. Vediamo, però, di entrare nei dettagli della dieta pre-partita e/o pre/allenamento. In queste due situazioni, la prima cosa da fare è calcolare bene i tempi della digestione, poiché è assolutamente vietato entrare in campo se questa non è completamente ultimata. Per questo cosa buona e giusta è evitare di consumare cibi troppo carichi di calorie e grassi che rallentano il processo digestivo e mangiare, almeno 1 ora prima di giocare, carboidrati a basso indice glicemico, un frutto o una barretta energetica se si tratta di uno spuntino e aggiungere proteine qualche fetta di prosciutto cotto o pollo arrosto e pane integrale se, al contrario, si tratta di un pranzo.
È importantissimo bere acqua prima di iniziare l’attività, mentre durante la stessa è bene ricorrere a sali, gel di maltodestrine magari con l’aggiunta di aminoacidi a catena ramificata. Se i morsi della fame si fanno sentire durante lo sforzo o le energie calano in modo significativo, si può fare uso di barrette energizzanti da scegliere tra le tante versioni in commercio; ce ne sono, davvero, per tutti i gusti.
E dopo tanta fatica, che succede, anzi che si mangia? Innanzitutto pensiamo a bere, a reintegrare, cioè, i liquidi ed i sali minerali perduti durante lo sforzo fisico. Quindi ok per acqua, succhi di frutta, integratori. Poi, si può mangiare quello che era vietato nel pre. Introdurre qualche cibo più ricco di lipidi e protidi, abbinati a carboidrati semplici come la pasta ed il riso ed uniti ad una porzione di frutta ed una di verdura a scelta.
Tutto questo riassunto nella dieta tipo che segue:
Colazione
Deve contenere un quinto del fabbisogno giornaliero di calorie, da assumere con latte, cereali, yogurt, pane, burro, marmellata, succo di frutta, uova.
Spuntino
Deve avvenire a metà mattina ed essere costituito da succo di frutta, pane, prosciutto cotto (qualche fetta), barrette.
Pranzo
Rigorosamente di carboidrati semplici, proteine magre, verdura e pane integrale.
Può essere concesso un gelato a fine pasto.
Merenda
Deve essere costituito da frutta, succhi di frutta e barrette.
Cena
La cene è un pasto simile al pranzo, con la sola differenza che bisognerebbe evitare i carboidrati (pasta e riso), passando direttamente al secondo.
E il sushi? Sarà ammesso o no nella dieta del tennista?
Secondo Serena Williams, sì. La campionessa, infatti, ritiene che non vi sia alcun tennista al mondo che non ami questo cibo giapponese. Ed il record va a Murray che, si racconta, ne mangi anche 50 pezzi in una sola volta!