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Categoria:Basket Scritto il :8 Marzo 2017

Lo sport è donna. E non soltanto l’8 marzo

Lo sport è donna. E non soltanto oggi.

Abbiamo selezionato per voi un’atleta di spicco per ogni categoria di sport scegliendola per merito attuale o particolare valore simbolico in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

 

CALCIO

Nell’immaginario collettivo il calcio, da sempre appannaggio degli uomini, ha oggi una realtà molto fertile di giocatrici talentuose e di notevole spessore. Una fra tutte Carli Llyod, classe ’82. Calciatrice statunitense, centrocampista del Manchester City e della nazionale del suo paese, è famosa perché durante la finale del mondiale femminile del 2015 contro il Giappone, mette a segno una tripletta nei primi 16 minuti. Così facendo si porta in testa alla classifica marcatori del torneo con 6 gol, insieme alla tedesca Célia Šašić, e permette agli Stati Uniti di laurearsi per la terza volta campioni del mondo, battendo il Giappone 5-2. Vincitrice anche del Pallone d’Oro del Mondiale del 2015 ha un fiuto del gol che mai nessuno prima di lei ha mai avuto. Chapeau!

Carli Llyod

 

CORSA

Oggi la corsa è sempre più di moda e diamo per scontato che sia così a prescindere dalle distinzioni di genere. Pensate che la prima maratona femminile olimpica si è tenuta solo nel 1984, ai giochi di Los Angeles, perché prima vigeva la convinzione che “le donne non sono fisiologicamente in grado di correre per 42 chilometri”. Se oggi migliaia di donne e ragazze corrono la maratona, lo dobbiamo anche ad alcune donne coraggiose, che hanno fatto il diavolo a quattro pur di conquistare il loro diritto a correre la maratona.

Una fra tutte è Kathrine Switzer che c’è riuscita nel 1967 e di cui avrete sicuramente già visto la foto.

Kathrine Switzer strattonata alla maratona di Boston del 1967

Kathrine Switzer strattonata alla maratona di Boston del 1967

Kathrine è la prima donna a partecipare ufficialmente alla manifestazione sportiva perché riesce a iscriversi come K.V. Switzer e gli organizzatori non si pongono il problema di indagare sul nome.

Quello che seguì fu un periodo di contestazioni e richieste che terminò con la decisione di ammettere le donne alla maratona di Boston nel 1972 e l’introduzione della maratona femminile nei giochi olimpici di Los Angeles del 1984.

Grazie Kat!

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TENNIS

È ampiamente riconosciuta come la migliore tennista di tutti i tempi, ha un carattere e un colpo micidiale, il miglior servizio del circuito e una sorella con cui ha fatto spesso squadra ma ancor più è entrata in contrasto. Soprannominata “The Queen”, signori, è lei: Serena Williams.

A dispetto della rivalità sportiva, le due sorelle si amano profondamente: escono insieme, chiacchierano, si confidano e qualche volta, si allenano anche insieme. Ma quando sono in campo, cercano di dimenticare chi c’è dall’altra parte della rete. O almeno ci provano. “Lei è mia sorella”, dice Serena, “È mia sorella ora, la prossima settimana. Sarà mia sorella il prossimo anno, per sempre. Credo che sia qualcosa di molto più importante di una partita di tennis. Lasciamo ogni cosa in campo: una volta uscite, torniamo alla nostra vita, alle nostre abitudini“. 

#sisterpower 

(leggete di più sulla loro rivalità)

Le sorelle Williams

Le sorelle Williams

NUOTO

Itliana, molto bella e chiacchieratissima sia in termini sportivi che di glamour. Le sue fragilità emotive (identiche a quelle di chiunque altra) l’hanno sempre resa molto umana e ha avuto modo di dedicarsi ad attività benefiche e campagne di sensibilizzazione come l’iniziativa “Mare Pulito” contro l’abbandono dei mozziconi sulle spiagge, la campagna contro il femminicidio “Ferma il Bastardo” e di supportare il progetto di lotta contro il doping del compagno Filippo Magnini “I am doping free”.

Oltre tutto ciò Federica Pellegrini è:

  • la più giovane atleta italiana a salire su un podio olimpico individuale, a 16 anni nel 2014;
  • la prima e unica nuotatrice in grado di vincere l’oro nei 200 m sl in tre edizioni consecutive degli europei (2014) e i 200 e 400 sl in due consecutive (2011);
  • l’unica atleta italiana, in campo maschile e femminile, ad aver confermato il titolo europeo per quattro volte consecutive (2016).

Che stia simpatica o meno, Federica Pellegrini è la nostra paladina del nuoto nella giornata di oggi.

Trovate tanti altri dettagli della sua carriera sportiva qui.

 

BASKET

tina_thompsonTina Marie Thompson, classe 1975, è un’ex cestista statunitense. L’8 agosto 2010 è diventata la 1ª marcatice WNBA di tutti i tempi con 7.448 punti, superando il precedente primato di Lisa Leslie (6.263 punti). Resta tutt’oggi imbattuta.

La quarantenne ha giocato 17 stagioni del WNBA e nel 2015 è passata dall’altra parte della panchina alla University of Texas come allenatrice di basket dei Longhorns.

“È bello essere una Longhorn”, ha detto Thompson. “La tradizione per l’eccellenza fa parte da sempre della mia vita. Si tratta di creare opportunità per giovani donne che possono avere successo nel basket e anche dopo la loro carriera sul parquet“.

 

 

MOTORSPORT

Quando esordisce a Monaco al volante di una Maserati 250F, Maria Teresa De Filippis ha 26 anni ed è bella. È il 1958 e la contessa napoletana trasforma il binomio donne e motori, da sollazzo maschile ad avversario sportivo. Quell’anno, Pilotino, come Maria Teresa è chiamata dalla stampa del tempo, disputa tre GP, con un 10^ posto come migliore risultato in Belgio. Decide di ritirarsi l’anno successivo, dopo il GP di Germania. Dietro la sua decisione, il classico exploit del destino. Pilotino non riesce a qualificarsi per il GP, così il giorno della gara la sua auto è pilotata da Jean Behra, suo amico e patron della scuderia Behra Porsche per cui Maria Teresa correva in una corsa di contorno al Gran Premio di Berlino, riservata a vetture sport. Un cedimento strutturale manda la sua Porsche in testacoda e quindi contro l’asta di una bandiera. Un impatto violentissimo che pone fine alla vita del pilota francese.

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Maria Teresa De Filippis alias Pilotino

 

Delle cinque donne che hanno gareggiato nella classe suprema dei motori, solo un’altra è riuscita a concludere una gara in classifica, Maria Grazia “Lella” Lombardi, unica donna a prendere punti in una gara di Formula 1. Figlia di un macellaio e produttore di salumi, l’anno in cui la contessa attacca il casco al chiodo, lei diciottenne si guadagnava da vivere guidando il furgone dell’azienda familiare tra il Piemonte e la Liguria. Sedici anni dopo inizia al sua carriera in Formula 1. Dura due anni, fino al 1976, con 12 GP disputati e persino un sesto posto, conquistato nel GP di Spagna la stagione precedente.

 

SURF

Bethany Hamilton che surfa al sesto mese di gravidanza

Bethany Hamilton che surfa al sesto mese di gravidanza

Bethany Hamilton, classe 1990, è una surfista statunitense, nota per essere sopravvissuta a un attacco da parte di uno squalo tigre a seguito del quale perse il braccio sinistro all’età di 13 anni. Dopo il recupero Bethany fece il diavolo a quattro per ritornare sulla tavola e dopo 7 mesi dall’incidente riuscì a partecipare nuovamente a una competizione.

Dal suo libro autobiografico, Soul Surfer: A True Story of Faith, Family, and Fighting to Get Back on the Board, è stato tratto il film Soul Surfer del 2011.

Nel 2015 ha annunciato di essere in attesa di un bambino, non rinunciando a fare surf anche in attesa del lieto evento.

Evviva le donne forti!

 

VELA

Vi abbiamo già parlato di veliste e vi riproponiamo Laura Dekker, classe 1995, è al 2016 la più giovane velista ad aver completato la circumnavigazione del globo in solitaria tra il 2010 e il 2012. A sei anni Laura riceve come dono di compleanno la sua prima barca, modello Optimist, con la quale inizia a veleggiare, apprendendo le tecniche di navigazione; vanta le cittadinanze olandese, tedesca e neozelandese.

Dopo diversi funamboleschi tentativi di partire per la circumnavigazione del globo, ostacolata dalla madre e dagli impedimenti giudiziari dovuti alla sua giovane età, finalmente il 21 agosto del 2010 Laura riesce a partire da Gibilterra. Curiosità nella curiosità: il 26 novembre doppia Capo Agulhas, il punto più meridionale del continente africano, seguito l’indomani da Capo di Buona Speranza, in acque molto agitate, per poi raggiungere Città del Capo. Qui si incontra col padre e con le barche della Volvo Ocean Race.

Conclude il giro del mondo ufficialmente a Sint Maarten il 21 gennaio 2012, alle 15:00 (ora locale), dopo un tragitto di 5600 miglia nautiche da Città del Capo.

 

YOGA

Per lo yoga abbiamo la nostra beniamina di cui vi abbiamo scritto qualche tempo fa: Sage Rountree, insegnante americana di yoga per atleti e coach di sport di resistenza specializzata in recupero. La sua missione è aiutare le persone a trovare il giusto equilibrio tra la preparazione e il riposo per ottenere la massima performance nello sport, ma anche nella vita.

Altre regine dello yoga le trovate in questo articolo.

 

FOOTBALL

I giornali dell'epoca raccontano le avventure di Pat

I giornali dell’epoca raccontano le avventure di Pat

Per il football americano dobbiamo andare un po’ indietro nel tempo con Patricia “Pat” Palinkas, classe 1943: è stata la prima, e fino al 2010 l’unica, donna a giocare in una squadra di football professionistico… maschile! Pensate che il primo campionato mondiale di football americano femminile si è svolto in Svezia dal 27 giugno al 3 luglio 2010.

La nostra Pat era la placekick holder per il marito Steve Palinkas. Il 15 agosto 1970 gioca la sua prima partita e subisce subito le rappresaglie degli avversari che le vogliono far pagare la follia di aver osato intrufolarsi in un gioco da uomini.

Dopo la sua breve esperienza nel football professionistico, finita non per mancanza di passione ma per la bassa retribuzione, Pat torna a casa sua in Florida e riprende la sua carriera come insegnate.

 

RUGBY

Qui non abbiamo dubbi, Georgia Page è diventata, un paio di anni fa, la portavoce del fatto che il gentil sesso sarà anche gentile, ma non meno tosto, anzi. La nostra prescelta studia negli Stati Uniti e gioca per l’Università di Lindewood nel campionato Usa di rugby a 7 e durante una partita si rompe il naso in un placcaggio e resta ko sul prato. Ma solo per qualche secondo: Georgia respira, si rialza e si getta all’inseguimento delle avversarie. Insomma, sanguinante e dolorante, continua a giocare come se niente fosse, mettendo a segno altri due placcaggi decisamente robusti (“bone-crunching”, come si dice in gergo) prima di accomodarsi a bordo campo per tamponare l’emorragia, applicare un paio di cerotti, sciacquarsi bocca e viso e… tornare in campo contribuendo Lindenwood assicurare una vittoria di 24-17!

Celebre il video (non fa così impressione) che ci pone davanti due lezioni: la prima è che nel rugby anche le signorine possono e sanno cimentarsi con la palla ovale in placcaggi e tuffi in meta. La seconda è per i maschietti, soprattutto calciatori: prendete esempio.

 

SCI

La fondista Raisa Smetanina, è stata la prima donna a vincere dieci medaglie olimpiche in cinque edizioni diverse, risultato poi eguagliato anche dalla nostra Stefania Belmondo e dalla norvegese Marit Bjørgen, ancora in attività. Raisa ha iniziato come atleta della nazionale sovietica a Innsbruck nel 1976 con due ori e un argento.

È stata l’atleta più medagliata di quella stagione a pari merito con la sciatrice alpina Rosi Mittermaier della Germania Est. Ha concluso la sua attività alla corte di Olimpia ad Albertville 1992, come portacolori della Russia. Ha messo il suo sigillo con la vittoria dell’oro nella staffetta 4×5 km, conquistato a 40 anni, diventando così la donna più anziana a vincere un oro olimpico.

Un bello stimolo per chi a 30 anni si sente già avanti con gli anni e teme di vedersi superare da ragazzine più in forma e affamate!

 

VOLLEY

Sulla pallavolo giochiamo in casa: Francesca Piccinini, classe 1971, è una pallavolista italiana che gioca come schiacciatrice nell’AGIL Volley, con sede a Novara. La sua carriera è stata ricca di successi e di numerosi apprezzamenti grazie alle sue spiccate abilità sportive che l’hanno resa una delle campionesse di pallavolo più importanti al mondo.

Francesca Piccinini

Francesca Piccinini

Oltre alla pallavolo, Francesca si è dedicata ad ulteriori attività durante il corso della sua carriera. Agli inizi degli anni duemila ha collaborato per la realizzazione di un calendario sexy per la rivista maschile “Men’s Health” e successivamente ha prodotto la sua prima biografia intitolata “La melagrana”. La campionessa ha inoltre collaborato anche in ambito cinematografico quando nel 2011 ha ottenuto una piccola comparsa nel film “Femmine contro maschi”.

Non crede di essere una wonder woman, ma una ragazza semplice e determinata. Grazie allo sport ha imparato a rapportarsi con gli altri, a essere umile, ad avere valori in cui credere, a perdere e a tirar su la testa per vincere la volta dopo. La sua strategia vincente: se ci si mette il cuore, qualcosa di importante arriva.

 

KARATE

Infine una disciplina molto di nicchia ma che nasconde un mondo tutto da scoprire, il karate. Per chi non ne sa nulla trovate una breve panoramica QUI.

Per la giornata di oggi vi proponiamo Sara Cardif, classe 1987, campionessa di assoluto valore mondiale nella specialità del kumitè, nonostante la giovane età, caporale dell’Esercito Italiano.

Sara Cardin

Sara Cardin

Si laurea campionessa del mondo di karate nella categoria 55 kg, a Brema 2014, battendo in finale la francese Emilye Thouy. Vanta i seguenti titoli:

  • bronzo ai Campionati Italiani di Ostia del 2005,
  • oro ai Mondiali di Brema del 2014
  • oro agli Europei Juniores del 2007
  • argento nei Campionati del Mediterraneo del 2008
  • oro nel Campionato Italiano Juniores nel 2005 e 2006

Con il padre guardava sempre i film di Bruce Lee oppure Karate Kid, mentre mamma avrebbe preferito uno sport come danza o ginnastica artistica, ma questi ultimi non facevano al caso suo. “Da piccola non ero proprio la classica bambina che si diverte con le bambole. Passavo i pomeriggi cercando sempre di fare l’acrobazia più difficile. Così mio nonno mise insieme tutti gli stracci di casa e ci fece un sacco dove potevo sfogarmi. Sembra un film, ma è vero. Nonno lo conoscono tutti. Va in giro con la tuta della mia società con su scritto: Nonno Danilo, personal trainer”.