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Categoria:Tavole & Co. Scritto il :13 Ottobre 2016

L’allenamento del kitesurf, non serve essere Big Jim per divertirsi tra cielo e onde

Il kitesurf, nuova disciplina olimpionica per l’edizione di Tokio 2020, è in pieno boom. Spettacolare da vedere, in evoluzione per la pratica e le figure in aria, la sperimentazioni sulle forme e i nuovi materiali per le tavole e i kite è, in genere, meno faticoso di altre attività, come il windsurf. Si va veloci anche con poca aria, l’attrezzatura si trasporta con facilità e, per quanto l’età ufficiale per incominciare sia 14 anni, si può dire che si pratica dai sei fino agli 80 anni! Come disciplina in fieri è ancora tutta da scrivere, si guardano i salti e i trick dei migliori, ci si ispira e si prova. Si pratica in tutto il mondo, dal Perù al Brasile, dal Madagascar a Mauritius. Lo sport è giovane e lo sono anche molti dei rider pro. Per approfondire l’argomento kite bisogna andare alla fonte, da chi lo pratica.
L’allenamento dell’atleta professionista prevede un lavoro quotidiano, per esempio, 30 minuti alternati in sessioni da 10 minuti tra corda, push up e addominali, 1 ora e mezzo di corsa leggera, alternata ad allunghi. Ogni giorno si concentra l’allenamento su una specifica parte del corpo, per esempio, lunedì braccia, martedì gambe e mercoledì lavoro sull’equilibrio.
“Ogni disciplina del kitesurfing dal Race al Wave prevede un allenamento mirato“, introduce Simone Panfili, atleta Wave North Italy, istruttore livello 2 IKO e FIV, uno dei primi a sperimentare disciplina sportiva che è arrivata in Italia circa venti anni fa, “il Race, lo stile olimpico, prevede gare su distanza con boe e una tavola dalla punta allungata, si va anche con poca aria, 18/20 nodi, e si può triplicare la velocità del vento. Chi pratica questa disciplina sta in acqua molto tempo: serve molta potenza nelle gambe e un allenamento aerobico.

Nel Freestyle, spettacolare per manovre e trick, bisogna avere una forza esplosiva. Nel Wave, una disciplina molto tecnica che combina surf da onda e kite, serve un allenamento ancora più specifico per avere il controllo su tavola, onda e vento. Oltre al classico workout con allenamento funzionale e focus sugli addominali, ci si prepara anche con le fit ball per l’equilibrio, ma bisogna anche prevedere un allenamento propriocettivo e un allenamento mentale, psicologico. Si pratica yoga e visualizzazione, si eseguono esercizi che allenano la respirazione”.
Il fisico degli atleti è asciutto e tonico, le fibre devono essere veloci, non c’è molto spazio per i Big Jim in questa disciplina: gli atleti del Freestyle sono già campioni a solo 14/15 anni anche grazie al rapporto peso/forma di questa età. L’alimentazione deve essere calibrata su allenamenti in acqua molto lunghi e situazioni di stress per il fisico come il caldo. In questo mondo è ancora tutto in costruzione, in evoluzione, Panfili ha iniziato in Italia quando ancora si andava dal ferramenta per sperimentare nuovi cavi, ora collabora con North Kiteboarding nel settore R&D ed è riferimento per il kite con la scuola North Kite Surf Sardinia. Il kitesurf è un ramo della Federazione Italiana Vela e l’organismo internazionale di riferimento è l’I.K.O, International Kiteboarding Organisation.