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Categoria:Sci Scritto il :19 Dicembre 2016

La storia del telemark, la danza sugli sci

Il telemark è una tecnica sciistica ideata nella metà dell’Ottocento da Sondre Norheim, un pioniere dello sci che ha scelto come nome quello dell’omonima contea norvegese situata a sud di Olso. Il telemark ha rivoluzionato l’uso degli sci, e di fatto ha sancito la nascita dello sci-alpino moderno, oltre alla pratica del medesimo come sport.

Lo sci era un mezzo di trasporto tradizionalmente usato dalle popolazioni locali da secoli, ottimo per affrontare tratti di neve fresca pianeggianti e per i più avventurosi anche brevi discese non troppo ripide. Tuttavia l’uso preponderante dello sci era su terreno pianeggiante, del resto gli stessi sci e i rudimentali attacchi poco si prestavano ad un uso più dinamico: il piede era libero, a eccezione della punta che inforcava le semplici briglie che fungevano da «attacco». La struttura stessa dello sci era pensata per galleggiare su neve fresca, privilegiando con la sua lunghezza tale aspetto a scapito della manovrabilità.

Le premesse dello sci nordico erano queste; sperimentando e provando diverse tecniche, Sondre le perfezionò in quello che divenne il primo metodo coerente che univa lo stile nordico del tallone libero alla sciata in discesa controllata. Nasceva così il telemark. Con il telemark prendeva vita anche un modo di approcciarsi agli sci: non più solo pratico e funzionale al territorio nordeuropeo e alle popolazioni che ci vivevano, ma inteso come attività ricreativa. Nonostante nella contea di Telemark siano presenti colline più che montagne, la comparsa di questa tecnica si può considerare anche l’avvio dell’epopea dello sci-alpinismo: ascendere a piedi, o con le pelli sotto lo sci, e ridiscendere su versanti immacolati.

Qual è la caratteristica del telemark? Il corpo e il movimento della caviglia impongono la sterzata, regalando una sciata elegante e armoniosa, quasi una danza. Nel telemark la sterzata è comandata dallo sci a monte, che fa da timone e da perno, inginocchiandoci e lasciando che lo sci a valle, portandosi in avanti, effettui la curva vera e propria. Il piegarsi dello sci timone, sollevando il tallone, è l’emblema di questo stile, così intimamente legato allo sci nordico.

Con la tecnica telemark, degli sci studiati apposta per valorizzare questa tecnica, e privilegiare il controllo sulla stabilità, lo stesso Sondre mostrerà nelle prime gare in Norvegia la superiorità del suo stile, anche contro avversari più giovani e prestanti. Non pago, qualche anno dopo introdurrà egli stesso la sterzata detta «cristiania» dal nome antico di Oslo. Lo sviluppo dello sci da discesa, e dello sci alpino, la ricerca di prestazione sempre migliori decretarono alla fine l’abbandono del telemark, in favore di sci, attacchi e scarponi legati a una prospettiva più ricreativa e facilmente fruibile da tutti.

Soppiantato quindi dallo sviluppo ricreativo e agonistico dello sci, dalle gare di slalom (termine norvegese originario), e dallo sci alpino, il telemark rimarrà uno stile locale, sparendo completamente dall’orizzonte mainstream. Non senza ironia, la diffusione attuale e il ritorno di interesse verso questo elegante stile tecnico, giunge da oltreoceano, dove un ex campione olimpico norvegese: Stein Eriksen, ritiratosi là a fare l’istruttore, farà conoscere all’America degli anni ’70 questa tecnica legata alla sua infanzia, e complice il rinnovato interesse per lo sci delle origini, per lo sci-alpinismo, per una fruizione della montagna lontana dalle vie battute, porterà a un ritorno del telemark anche in Europa e nella terra natia: la Norvegia.
Alla storia non manca il senso dell’ironia.