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Categoria:Basket Scritto il :20 Ottobre 2016

Dalle finals del 1980 al primo titolo dei Cavaliers, storia rapida del NBA

La pallacanestro è uno degli sport più seguiti al mondo, non fosse altro che per la notorietà che il campionato americano ha saputo consegnare a questa disciplina. La NBA, acronimo di National Basket Association, è la lega più seguita e famosa del pianeta, ospita la maggior parte dei più grandi cestisti al mondo ed è di gran lunga la più spettacolare e competitiva. Fondata nel 1946, ha saputo regalare emozioni e momenti di grande sport a tutti gli appassionati di basket, fin dai suoi esordi.

 

E se si parla di emozioni, è impossibile non cominciare parlando delle Finals del 1980, quelle in cui un giovanissimo Magic Johnson sfidava un mostro sacro come Julius Erving. La sfida era quella fra i Lakers e i Philadelphia 76ers e Magic Johnson, fresco vincitore del titolo di rookie dell’anno, entrò in campo per sostituire il centro di Los Angeles nella decisiva gara 6.

 

Il giocatore infortunato era Kareem Abdul Jabbar, uno dei più grandi talenti della storia, mentre il sostituto lo sarebbe presto diventato. Magic, appena ventunenne, mette a referto una prestazione da non credere, condita da 42 punti, 15 rimbalzi e 7 assist. La prova è monumentale e consegna il titolo ai Lakers davanti ad un Erving incredulo. Nel 1970 i protagonisti sono ancora loro, i Lakers; a sfidarli questa volta ci sono i New York Knicks. I Lakers sono guidati da uno dei giocatori che ad oggi detiene più record nella storia del massimo campionato professionistico americano, Wilt Chamberlain, unico giocatore capace di segnare 100 punti in una sola partita.

 

Le finali giunsero a gara 7, ma i Knicks erano rimasti orfani del suo uomo migliore, Willis Reed, infortunatosi due partite prima. Chamberlain non aveva avversari in grado di arginarlo e l’unico che avrebbe potuto qualcosa contro di lui era fuori per infortunio. La sorpresa fu che Reed decise di presentarsi ugualmente: saltò per la palla contesa di fronte a Chamberlain e subito dopo segnò i primi due punti della partita per la sua squadra, pur zoppicando in maniera vistosa. La scossa che Reed riuscì ad imprimere ai suoi compagni fu talmente forte che, contro tutti i pronostici, New York riuscì ad aggiudicarsi quella partita. Willis Reed in seguito ha più volte affermato che non c’è stato giorno nella sua vita in cui qualcuno non gli abbia chiesto di quel match.

 

Il 1991 è stato l’anno in cui è andato in scena uno degli scontri più attesi da tutti gli appassionati di basket al mondo: Michael Jordan vs Magic Johnson; Chicago Bulls contro Los Angeles Lakers. Questi ultimi partono subito fortissimi e vincono agevolmente gara 1 in casa degli avversari. La serie sembrava dovesse terminare con un trionfo annunciato dei Lakers, ma non andò esattamente così. I Bulls avevano fame e credevano ciecamente nelle indiscutibili qualità della loro guida: Jordan e compagni annientarono Los Angeles nelle successive 4 gare, dominando la serie e consegnando ai propri supporters una gioia mai provata prima. Jordan fu semplicemente devastante e riuscì in quello in cui pochissimi altri sarebbero riusciti negli anni a venire.

 

Uno dei giocatori più celebri ed amati della storia della NBA è stato certamente colui che da tutti è conosciuto come Black Mamba, Kobe Bryant. Il dominio dei Lakers negli anni 2000 è stato pressoché totale, con 7 finali disputate in 11 anni e 5 titoli vinti. Colui che ha fatto la fortuna del club in quegli anni è stato proprio Bryant, anch’egli di diritto nella hall of fame dei giocatori più forti di sempre.

 

Esempio lampante della superiorità di Los Angeles e di Kobe in quel periodo, furono le finali del 2001: i Lakers spazzarono via i Philadelphia 76ers chiudendo la serie con un perentorio 4 a 1. L’unico a salvarsi nei 76ers fu un ragazzo alto soli 178 centimetri, Allen Iverson, giocatore fenomenale che in gara 1 riuscì a mettere a referto la bellezza di 48 punti, mettendo paura (ma non troppa) agli avversari. La serie, come detto, terminò 4 a 1 e vide un altro mostro sacro del basket come Shaquille O’Neal laurearsi MVP delle finali.

 

Tuttavia, c’è un giocatore che più di tutti sta scrivendo la storia recente del basket ed il suo nome è Lebron James, il predestinato. Nel 2012 Miami Heat batte Oklahoma con un secco 4 a 1 e si aggiudica il titolo; l’anno dopo l’avversario cambia e ad Oklahoma si avvicenda San Antonio. La sfida è tiratissima ed offre giocate da antologia fino a gara 7, quando Lebron e compagni (fra cui due pezzi da novanta come Wade e Bosh) decidono di mettere fine alle ostilità portando ancora una volta in Florida il titolo iridato.

 

La serie del 2013 è stata una delle più belle e spettacolari della storia recente ed ha visto come protagonista assoluto un James riuscito nell’impresa di aggiudicarsi il titolo di MVP della regular season e delle finali. Lebron aveva promesso che un giorno sarebbe tornato a Cleveland, sua ex squadra, e così è stato: nel 2014 l’annuncio a sorpresa dopo 4 stagioni trascorse a Miami e subito altre due finali consecutive con Cleveland. Nel 2016 entra definitivamente nella storia consegnando il primo titolo della storia ai Cavaliers, sfoderando prestazioni mostruose in serie: gara 7 è l’apoteosi e Cleveland diventa la prima squadra della storia a capovolgere una serie partendo dal punteggio di 3 a 1. L’avversario è la corazzata Golden State, che nulla può contro lo strapotere fisico di James.