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Categoria:Sci Scritto il :19 Ottobre 2016

Dalla discesa libera al freestyle, storia dello sci a 5 cerchi

Lo sci moderno comprende una serie di discipline molto diverse tra loro, ma tutte accomunate dall’uso di sci per percorrere distanze più o meno lunghe sulla neve: sci alpino, sci nordico e freestyle sono le declinazioni principali di questo sport che, dal suo esordio alle Olimpiadi, ha visto aumentare ad ogni edizione le gare praticate.

 

Lo sci alpino moderno ha preso piede durante il corso del XIX secolo, quando vennero introdotti i primi sci che facilitavano l’azione dello sciatore durante le curve in discesa. Il suo debutto alle Olimpiadi risale al 1936, anno in cui nella località tedesca di Garmisch-Partenkirchen venne disputata la sola gara di combinata. Per le altre specialità si dovettero aspettare le edizioni successive, in particolare a Sankt Moritz nel 1948 furono disputate le prime competizioni di discesa libera e slalom speciale, a Oslo nel 1952 fu introdotto lo slalom gigante e, infine, a Calgary nel 1988 si disputò la prima gara di supergigante.
Attualmente sono 5 le discipline dello sci alpino presenti alle Olimpiadi invernali: discesa libera, slalom speciale, slalom gigante, supergigante e supercombinata. Quest’ultima è una competizione molto recente, introdotta alle Olimpiadi di Vancouver nel 2010, in sostituzione della vecchia combinata alpina.

 

Sotto il cappello di “sci nordico” sono invece raggruppate una serie di discipline come lo sci di fondo, il salto con gli sci, il biathlon e la combinata nordica. In realtà ne esistono anche altre, come il telemark e lo sci alpinismo ma, benché esistano circuiti di gare a loro dedicate, non sono ancora specialità olimpiche. Il debutto dello sci nordico alle Olimpiadi è precedente a quello dello sci alpino, risale infatti al 1924 a Chamonix-Mont-Blanc. In quell’occasione vennero disputate sia gare di sci di fondo, che di salto e combinata nordica.
Le gare di sci di fondo si svolgono su diverse distanze, da quelle più brevi, di 10 km per le donne e 15 km per gli uomini, a quelle più lunghe, di 30 km per le donne e 50 per gli uomini. Altre modalità di gara sono le staffette 4×5 e 4×10 km, le gare sprint su distanze brevi, sia a squadre che individuali, e lo skiathlon che unisce le due tecniche di sciata ovvero quella classica e quella libera.

 

Il salto con gli sci è una disciplina molto spettacolare, in cui gli atleti scendono lungo uno speciale trampolino dalla cui estremità saltano, cercando di atterrare il più lontano possibile. La valutazione della prestazione viene fatta da una giuria in base non solo alla lunghezza del balzo ma anche allo stile mantenuto dall’atleta durante la fase di volo e di atterraggio. Questa disciplina è entrata a far parte dei giochi olimpici sin dal 1924, assieme allo sci di fondo, mentre solo nel 2014, con le Olimpiadi di Sochi, si sono aperte le porte alle gare femminili. Attualmente le gare maschili comprendono tre specialità: LH (Large Hill) individuale, NH (Normal Hill) individuale e LH a squadre, le gare femminili, invece, comprendono la sola competizione NH individuale. Le abbreviazioni LH e NH classificano i trampolini in base alla lunghezza.

 

La combinata nordica è una gara che unisce le due specialità dello sci di fondo e del salto con gli sci e, come queste, ha debuttato alle Olimpiadi di Chamonix-Mont-Blanc nel 1924. È una gara riservata agli uomini e comprende quattro specialità: individuale Gundersen, sprint, partenza in linea e gara a squadre.

 

La prova Gundersen prevede 2 salti dal tram­polino e 15 km di fondo mentre la sprint un solo salto e 7,5 km di fondo. Nella gara con partenza in linea viene disputata per prima la pro­va di fondo con partenza in gruppo: al primo atleta giunto sul traguardo vengono attribuiti 120 punti, mentre a tut­ti gli altri ne vengono tolti 15 per ogni 60 secondi di distacco. Nella prova di salto non vengono assegnati punti per lo stile e il punteggio dipende da eventuali cadute in fase di atterraggio. Infine, la gara a squadre ha le stesse regole della Gundersen, con 4 atleti per ogni team nazionale.

 

L’origine del biathlon è da cercare in ambito militare, si tratta infatti di una disciplina che unisce sci di fondo e armi da fuoco, entrata a far parte del programma olimpico a Squaw Valley nel 1960. Comprende due specialità, il tiro a segno con carabina e lo sci di fondo. Le competizioni si svolgono su un anello che viene percorso dagli atleti più volte, a seconda della lun­ghezza della gara: a ogni giro gli atleti si cimentano in una prova al poligono, una volta in piedi e una volta a terra, sparando 5 colpi a bersagli posti a 50 metri di distanza. Le tipologie di gara sono molteplici: si va da quelle individuali (20 km per gli uomini e 15 km per le donne, con 4 serie di tiro a terra e in piedi), a quelle sprint, ad inseguimento, a partenza in linea e a staffetta.

 

In ordine di tempo, lo sci freestyle è l’ultimo arrivato alle Olimpiadi: la specialità delle gobbe ha debuttato ai Gio­chi di Albertville del 1992 mentre quella dei salti a quelli di Lillehammer del 1994. Lo skicross è comparso nel programma dei Giochi di Vancouver nel 2010, mentre halfpipe e slopestyle ai Giochi di Sochi del 2014. È una disciplina che comprende diverse specialità, accomunate dal fatto che l’atleta ha un’ampia libertà d’espressione, che si manifesta nell’elaborazione acroba­tica di salti e figure. Vengono usati sci particolari, con entrambe le punte rialzate per permettere agli atleti di sciare anche con le spalle a valle e di atterrare all’indietro. Rispetto agli sci da discesa, quelli da freestyle sono più larghi e con gli attacchi in posizione centrale per favorire il bilanciamento e sono inoltre più flessibili per attutire gli atterraggi.